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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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Tenete forte il consiglio di non metter mano alla stam-pa dei nostri Atti, se prima non è definito il destino dellaRepubblica . Amatemi quanto vi amo, c state sano. Etc.

PS. Salutatemi caramente Avanzini.

ALLO STESSO

Milano , >4 giugno 1809.

Carissimo e prestantissimo amico. — La lacuna del notoverso è proceduta dal non aver io mai trovato un verboche equivalga allo sbracarsi, eh’ è V omnibus viribus cniti deiLatini. E sbracarsi è 1’ unico che i nostri Classici ci som-ministrino costantemente per esprimere quell’ idea} di modoche ad onta della poca verecondia di siffatto verbo, iostimo di ritenerlo, e di sacrificare la decenza all’evidenzae alla forza (*). Nè il Caro, se si fosse trovato nello stessobivio, avrebbe, per mio avviso, tralasciato di adoperarlo,avendo egli più volte nella divina sua traduzione fatto usodi parole egualmente plebee, ma energiche e piene di co-lorito. Aggiungete, che 1’ indole del discorso d’ Ulisse sullacui bocca pongo questa parola, e la viltà del personaggio,a cui Ulisse ne fa l’applicazione, ponno egregiamente giu-stificarla. Per la qual cosa se voi e il nostro Giordani, cheambedue conoscete tutto l’oro dell’Arno , non ne avetepronta una migliore, io penso che converrà statuire il versocosì :

Perciò ti sbrachi in maledirlo, etc.

A voi però e a Giordani lascio pienissima libertà di sosti-tuire altro termine a vostro senno.

(*) Il Monti però, meglio consigliato , cangiò tosto di parere , avendonella pubblicazione della versione del secondo libro dell’Iliade , fattain questo stesso anno 1809 nel primo tomo delle Memorie dell’Istituto , etc.posto nel verso di cui qui si tratta: Perciò ti sbracci a maledirlo , etc.,come poi fu conservato in tutte le successive edizioni della intera Iliade .Sbrachi sarebbe stata una doppia sconvenienza, poiché gli antichi Grecinon portavano brache. (L‘ Editore.)