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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTERE

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ALLO STESSO

Milano , 6 aprile i8o5.

Nel momento in cui scrivo, il povero Massa sta nell’ul-tima lotta colla morte, e ciò che cava le lagrime, si è larassegnazione e la calma con cui soffre il suo male e battealle porte dell’ eternità. Non vi descrivo i suoi patimentiper non attristarvi, nè il cuore mi regge a pensieri sì do-lorosi.

L’ultima vostra mi ha messo finalmente in pace conme medesimo , e non mi resta che il cogliere l’occasionedi far manifesti pubblicamente i miei sentimenti, e disar-mare del tutto la malevolenza e l’invidia. Il tarlo , chepoteva segretamente rodere la nostra amicizia, più nonesiste, e noi ci ameremo inalterabilmente fino al sepolcro.

È uscita in Torino una nuova versione di Giovenale .Dal poco che ne ho letto , parmi che il traduttore ( uncerto signor Accio, di cui odo il nome la prima volta )sia andato poco oltre del recente suo precursore Giordani.Tocca dunque all’ unico Cesarotti 1’ adempire il pubblicodesiderio.

Mentre voi andate vestendo di bello e magnifico stileitaliano la splendida bile di Giovenale , io vo toccando lacorda pindarica per l’Imperatore Napoleoue. Il Governomi ha così comandato, e mi è forza obbedire. Dio facciache 1’ amor della patria non mi tiri a troppa libertà dipensieri, e che io rispetti 1’ eroe senza tradire il doveredi cittadino ! Batto un sentiero ove il voto della nazionenon va molto d’accordo colla politica, e temo di rovinarmi.Sant’Apollo mi aiuti, e voi pregatemi senno e prudenza.Vi abbraccio di cuore.