LETTERE
adunque e la sua lettera e la risposta che fui d' allora glifeci, e l’egregio signor Zannoni vedrà in questa confutatein gran parte le sue sottili obbiezioni; il resto con pocheaggiunte. Una critica di molto maggiore apparenza , e chea prima vista mi diede molta apprensione, erami sta-ta fatta da questo mio amico Luigi Rossi, Capo dell’I-struzione pubblica nel Ministero dell’ Interno , buon gre-cista , e cultissimo ingegno. Ma anche questa 1’ ho scioltain fumo. Il Zannoni l’ha delibata parlando del CorusArgestes , ma non l’ha munita, come il Rossi, dell’ auto-rità d’un grande antiquario da far paura. I nervi adun-que della sua opposizione sono stati già tronchi avantieli’ egli la producesse ; e la nostra lite finirà, spero , colfarmi un amico nella persona del mio onesto avversario.Intanto, siccome la mia risposta al Zannoni e al Puccinisarà una lettera diretta al mio Mustoxidi, vi anticipo ilgiudizio che alcuni de’primi letterati d’Italia han giàdato sul mio Cavallo alalo d'Arsinoe , mal ricevuto inFrancia , ma onorevolmente altrove. Leggete adunque gliannessi fogli, e osservate quai nomi opporrò a quello deidotti che costà mi movono guerra.
Vi ringrazio del passo d’ Oppiano , e ve ne farò meritonella lettera che vi preparo. Amatemi, e state sano.
Il resto in altro ordinario. Mi stanca il copiare ; e bi-sogna che io esca di casa per vedere l’ingresso dei Mam-malucchi. Ho fatta a Manzoni la vostra ambasciata, ed egliemenderà la negligenza passata. Di nuovo addio , e dicuore.
Di Foscolo sono più mesi che non ho lettere. Saluta-temi il bravo Niccolini, e gli amici, se pure ne ho verunoche sia tale davvero in un paese ove tanto si dannomoto per investirmi, e ognuno vede il perchè.