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LETTERE
lorda di fango , dovrò io dirgli : — Signore , siate più ri-spettoso coi galantuomini. Signore, maltrattatemi con piùdiscrezione ; considerate, vi prego , che mi si deve un pocopiù di rispetto , — e altre simili gentilezze? Chi può adun-que incolparmi d’aver dato al mio critico i nomi eh’eimerita? Le creanze si usano con chi le pratica, e il ba-stone con gli asini mal educati. Ma parlerò cori altro lin-guaggio, se avverrà che io sia forzato a drizzare più altoil mio risentimento.
Il contegno, che costì si usa con me, ha ormai irritatatutta l’Italia *, e la sana porzione de’letterati, anche stra-nieri , ha già manifestato il suo sdegno su queste vili escandalose ingiustizie.
Della lettera di Manzoni fate 1’ uso che più vi piace ,anche pubblico. Andando alla Magliabechiana , salutate-mi il degno bibliotecario Follini} un saluto pure a Mada-ma Fabroni e agli amici.
ALLO STESSO
Dal nostro De-Cesare avrete già inteso che ho ricevutobenissimo tutte le carte che egli e voi mi avete mandate.Avete prevenuto il mio desiderio , spedendomi la criticadel Zannoni. Il modo, con cui è scritta, me lo scopre unuomo assai dotto, sagace e senza pretensione. Ma siatetranquillo. Le sue obbiezioni, tuttoché di maggior pesod’ assai che quelle del Puccini, non torcono un pelo allamia interpretazione.
Nella mia risposta, a cui subito metterò mano, farò pa-lese la sincera mia stima verso il Zannoni, e il suo con-tinuo sbaglio tutto ad un tempo. La difficoltà ch’egli muo-ve , mi era stata prima toccata da Cuoco , la quale nonfece che somministrarmi, a parere dello stesso Cuoco , edi tutti gli altri amici, un nuovo trionfo. Pubblicherò