LETTERE
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tjuale oltre al notare di molte cose da nessun commenta-tore avvertite, m’insegna anche con quanta religione sidenno tradurre i classici greci, massimamente Omero , ognicui sentenza, ogni cui sillaba vuol rispetto e venerazione,io volentieri mi son dato per vinto alle loro domande. Maoltre le Osservazioni del Visconti io ne conservo dell’altreegualmente preziose, che amerei di unire con quelle. Voim’intendete. Posso io dunque sperare che mi diate licenzadi pubblicare anche le vostre? Ciò farebbe chiara la miariconoscenza, e allo stesso tempo la verità eh’ io posi nelmio breve proemio alla seconda edizione. Taccio, che l’a-vermi voi avvertite parecchie cose, alle quali il Viscontinon avea posto attenzione, non solo vi metterebbe al paridi esso, ma superiore. E che sarebbe, se in processo ditempo vi fosse occorso di osservare altri errori, altre ne-gligenze, altre macchie, la cui emendazione potesse averluogo a crescere perfezione alla mia fatica nella terza edi-zione, a cui tra poco bisognerà venire?
Vi ho esposto il mio desiderio. Esaminatelo^ e nel ri-solvere, non abbiate riguardo che a voi medesimo.
Lo Schlegel scrive ad Acerbi che assai gli è piaciuta lavostra arcibellissima Dissertazione sui Cavalli Veneti} equesto articolo della sua lettera non sarà, per onor vostro,taciuto nell’analisi del vostro scritto, che verrà inserita nelventuro fascicolo settimo. Mi ha fatto gran pena il sentireche vi era nato qualche sospetto sopra di noi a cagionedell’amicizia che professiamo a Cicognara. Dovevate pen-sare che il vostro nome va innanzi a tutti i riguardi. Emessa pur^e da parte la riverenza che vi dobbiamo, avetevoi dimenticato eh’ io non ho mai cessato di amarvi ?
Attendo non una pronta, ma una cortese risposta quandoche sia, sapendo che siete in mezzo ai piaceri della cam-pagna. Giordani, Sonzogno, Pezzi vi salutano, cd io vi ab-braccio con tutto 1’ animo.