LETTERE
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ALLO STESSO
(’) La cortese accoglienza fattami dal generale F.... miporta a sperare buon esito alla supplica che voi sapete.Desideroso che la notizia di questa grazia mi giunga peruna mano assai cara, io l’ho pregato di parteciparmelaper mezzo vostro: ed egli me l’ha promesso. Fate dunquedi vederlo dentro domani o nel dì susseguente, poiché viè sembianza che il Maresciallo non parta prima di lunedì.Ma ciò il potrete saper voi meglio di me. Il cuore visaluta.
ALLO STESSO
Delle vostre al Trivulzio e all’Acerbi ho preso grandepiacere, intendendo che il Dialogo tra Matteo e Taddeoabbia meritato da voi qualche lode. Desidero la stessa for-tuna alla seconda parte e alla terza: e ciò sarammi d’assaiper dirmi contento di questo qualsiasi tentativo in un ge-nere di scrivere, a cui è gran rischio metter le mani. Misarà dunque caro il sapere, se anche il rimanente abbiaconseguito il vostro compatimento.
Ora udite una mia preghiera, alla quale desidero cor-tese accoglienza. E Giordani, ed Acerbi, ed altri amici mistanno addosso perchè io conceda alla Biblioteca Italianale a voi ben note Osservazioni critiche del Visconti soprala mia versione dell’Iliade , prima edizione. E veramente,essendo esse un modello di bella e profonda critica, la
(*) Questa lettera , per probabile congettura , dovrebbe essere statascritta nel i 8 j 5, o nel 1816; e però la colloco in questo luogo.
(L* Editore.)