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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTERE j(jj

avrete commesso, a chi resta, di inviarvi colà le lettere chevi verranno. Dato adunque che la presente debba raggiun-gervi sul Sebeto , pregovi di abbracciare colà caramentegli amici, e innanzi a tutti Lampredi e Monticelli.

ALLO STESSO

Caraverio in Brianza, 9 ottobre 1817.

Il bisogno di rallentare alcun poco lintensità del lavoro,a cui ho posto le mani, mi ha condotto per qualchegiorno fra questi monti, ove la curiosissima vostra del acorrente è venuta a trovarmi e a confortarmi. Per soddis-fare un debito verso il Governo sono stato forzato a pub-blicare le mie Osservazioni intorno al Vocabolario , e allagran divisione a cui è tempo di rivocare lo spirito degliItaliani , la divisione, io dico, del volgare plebeo dal vol-gare illustre, comune a tutta la nazione dalla cima delleAlpi fino alla punta di Lilibeo. Sulle eterne dottrine diDante , a cui mirabilmente consentono quelle del Petrarca nelle Senili, e dello stesso Boccaccio De casibus virorum ìl~lustrium, ho preso a difendere questo illustre volgare nonparlato ma scritto, e a vendicare i diritti di quattordiciporzioni dItalia contrale pretensioni di una sola, la quale,contro i principii del gran padre della lingua italiana, siè sempre studiata e si studia di sostituire una lingua mu-nicipale, un dialetto insomma particolare, che, per belloeh ei sia, è sempre dialetto , potrà mai adempiere leveci della lingua univc-rsale, di cui lintera nazione ha bi-sogno. Non so se mi verrà fatto di trattar degnamentequesta gran causa} ma so bene per certo, che chiunquevorrà impugnare i principii che stabilisco, converrà checominci dal provare che Dante e quegli altri due sonpazzi. Non ardisco in somma di credere daver vinto tuttoil partito} ma mi assicuro di aver gettato i fondamenti, su

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Mosti. Epistolario.