LETTERE
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Ho letto ispidamente il testo e le due traduzioni. Chedovrò dirvi? I versi latini mi sembrano tutti d 1 oro : madi argento, e argento di varia lega le traduzioni. Voi stessoavete sentito nell’intimo segreto della coscienza il loro di-fetto , e siete stato per avventura più severo di me nelportarne giudizio. Ammiro però sempre in voi lina cosa,il partito che sapete trarre dal patibolo della rima in cosìcorto spazio di versi e di numeri.
Del resto anche il mio amico, il Consultor Paradisi,aveva tentato, non senza ottima riuscita, il verso Alcaicoitaliano , e ne ha dato un bel saggio in alcune Odi volanti,pubblicate negli scorsi anni in diverse occasioni ^ se nonche egli si è sbarazzato dall’ obbligo delle rime a mezzoverso, metro da voi affrontato, e domato con assai destrezzae fortuna.
Vi ringrazio del dono che mi avete fatto di questi versie più della conferma che mi date della vostra amicizia. Unsaluto a Gagliuffi, al signor Di Negro e a Cornetti. Sonodi cuore e senza cerimonie, etc.
A TOMMASO CHERSA
Milano, 16 agosto i8o5.
Non vi stupite del mio tardo rispondere alla vostra let-tera, perchè sono stato assente da Milano due mesi. Mi èdolcissimo l’intendere ancor viva la vostra amicizia versodi me, e il riceverne un contrassegno nel gentile foglioche m’inviate. Se per parte mia può esservi prova dellamia corrispondenza ai benevoli vostri sentimenti lo spe-dirvi le mie Lettere filologiche sul Cavallo alato d’Arsinoe,questa prova, qualunque siasi, voi la riceverete , spero ,contemporaneamente a questa medesima lettera, avendoio dato al libraio Sonzogno la commissione di trasmettervisenza indugio le richieste stampe, c qualcun’altra di ac-compagnamento, secondo la direzione che mi avete indicata.