LETTERE
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ALLO STESSO
Non ho ricevuto che ieri l’altro il vostro libro 5 e ben-ché stretto da altre cure, ne ho già letto quanto basta peraverlo caro ed in pregio. L’ autore sente quello che dice,e questo è un gran merito. Non mi arrogo di pronunziarsentenza su tutta F opera, perchè non tutta P ho ancoratrascorsa, e perchè dopo il voto di Cesarotti e di Pinde-monte, il mio sarebbe presuntuoso e superfluo. Solo chicg-govi che mi permettiate di sottoscrivermi al giudizio diquesti sommi.
Scrivo a Cesarotti sul modo da tenersi per impiegarvi,e voi eccitatelo a fare quanto gli suggerisco.
La prima parte del mio Bardo è già pubblicata 5 e vel’avrei mandata, se i pochi esemplari, che mi sono toc-cati, non fossero già finiti, a segno che neppur uno men’ è rimasto.
Datemi nuove di Mustoxidi, di cui è gran tempo chenon so nulla. Perge ut campisti, ed amate il vostro amico.
ALLO STESSO
Franceschinis deve avervi detto che alla sua partenzaio mi era mosso per Genova , di dove infatti non sonotornato che ieri P altro. In questa mia assenza da Milano avete adunque la scusa di questa tarda risposta.
Se dipendesse dalle mie premure il farvi nominar pro-fessore in uno de’ quattro Licei di Venezia , la cosa sareb-be subito fatta. Ma Franceschinis sa il carattere di Moscati,e sa ancora che non basta la testimonianza dell’ ingegnod’ un candidato, P unica che io posso fare desumendola