182
LETTERE
La nomina dei Senatori Dio sa quando verrà • e Dio pure sa solo, se il professore Mabil sarà fra gli eletti. Ve-nendo a vacar la sua cattedra, applaudo io pure al pen-siero di presentarvi fra i concorrenti. Ma intanto gli èbene che voi ora prendiate possesso della vostra in Tre viso , alla quale io credo che a momenti riceverete l’avvisod’incamminarvi. Ignoro lo stato di questo affare; ma par-lerò con Rossi, e farò che vi sieno comunicate le inten-zioni della Direzione Generale.
Mi ha rattristato la perdita di Bondioli, e mi affliggela malattia di Cesarotti . Per altro Franceschinis mi scriveche ìa di lui salute va meglio : il che desidero vivamente.Visitate intanto per me questo celebre e carissimo infermo,ed esprimetegli i caldi voli della mia sincera amicizia.
Franceschinis dovrebbe a quest’ ora esser partito di Pa dova con Paradisi. Se all’ arrivo di questa non si fosseancor mosso, salutatelo senza fine, e ditegli, che io fo ilmio dovere, quello cioè di vero e caldo suo amico. Nonvi stancate di amarmi, e credetemi tutto vostro, etc.
ALLO STESSO
Milano, 3 febbraio 1809.
Vi è nota la mia epistolaria pigrizia, e non vi farà ma-raviglia il mio tardo rispondere. Ho inteso da altri 1’ ap-plaudita apertura della vostra cattedra, e me ne consolo.Seguite a farvi buon nome, e le ricompense non manche-ranno. Ma tenetevi saldo sulla buona strada. Avete inge-gno, avete immaginazione, avete cuore che sente, avete insomma il necessario per acquistarvi titolo di vero e castoletterato. Giudizio adunque , e in mano sempre Virgilio.Comandatemi, ed amate il vostro, etc.