LETTERE
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ALLO STESSO
Milano, 3 i luglio 1809.
Ho pensato più volte al povero Pieri durante i nostripericoli, e mi è dolce di sentire che nessuna disgrazia viè toccata. Sia dunque lodato sant’Apollo.
Mi fa meraviglia P intendere che in Venezia siasi ri-stampata senza mio consenso la Palingenesi, e desidero divedere questa ristampa, che^ per risparmio di posta, po-trete indirizzare alla Direzione Generale degli Studi.
Fate lo stesso della vostra Prolusione, se la pubbliche-rete ^ e l’argomento che mi annunziate, mi mette curiosità.
Foscolo è partito per Como . Attendo di giorno in giornoP arrivo di Mustoxidi; e se il vostro borsiglio vi dà gambeper portarvi voi pure a Milano , tratteremo con più effi-cacia la vostra traslocazione. Amatemi, e state sano.
ALLO STESSO
Milano, 3 gennaio 1810.
I nostri cuori adunque s’intendono, perchè il mio pureè dolente di non più vedervi, siccome avea preso costume.Mi figuro bene la noia che deve cagionarvi codesto sog-giorno; ma vi conforti la speranza di cangiarlo una voltain migliore. Io ne ho mosso più volte discorso coll’ ottimoScopoli. Egli vi ama, vi stima, e desidera di migliorarela vostra condizione. Siate adunque ben certo, che a tempoopportuno metterà ad effetto il suo buon volere. Intantoponete a profitto la presente vostra solitudine, dedicandovitutto allo studio, e crescendo le ali alla vostra fama. Sietegiovane; siete dotato di buon ingegno; siete arso del desi-derio di gloria. Con questi mezzi, con questi stimoli alfianco, e sotto un Governo che non abbandona gl’ intelletti