LETTERE
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Col corriere rii oggi dirigo a codesto Ministro francese monsieur d’AIquier tre esemplari del Bardo della SelvaNera, uno de’ quali è per voi. Ho indugiato a mandar-velo, perchè pure sperava di trovarne occasione senza in-comodo di veruno. Ho preso finalmente questo partito pernon parere dimentico più lungamente d’ un tanto amicoe d’ un tanto giudice, quale voi siete.
Se nemico destino non attraversa un mio proponimento,può darsi che io abbia fra non molto il sommo contentodi rivedere, dopo tanto desiderio, 1’ amata mia Roma , e diabbracciar voi, cui venero sopra tutti. Piacciavi adunquedi dirmi se il prossimo autunno il passale sui sette colli,la cui vista mi sarà più cara, se vi godrò pur della vostra.Amatemi, e non farete clic una restituzione d’affetti, es-sendo io veramente, c.tc.
A DIODATA SALUZZO
Milano, 'io agosto 1806.
Con la fronte per terra, c le mani giunte sul petto mipresento in atto di supplichevole confessante il suo errore,e chiedente perdono. Gli è vero che io ricevetti, è già tremesi, l’onorevole invito da voi fattomi per la nota rac-colta , ma io trovavano allora in Parma ospite del vostrosignor Bodoni , e tutto occupato nelle diverse edizioni,ordinate dal mio Governo, del Bardo della Selva Neraj edimmerso in quella occupazione, io non ero capace di altropensiero. Uscito di quella, e tornato a Milano , mi trovaibalzato in altre più serie, la prima delle quali è stata una