LETTERE
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(*) C. A. — Sul timore che Foscolo , occupato della suastampa, si dimentichi di cercare alla Posta le lettere de*suoi amici, dirigo a voi questa tutta per lui. Dategliela,e state sano.
Caro Foscolo , voleva mandarti il resto della mia tra-duzione del primo dell’Iliade , ma tu partendo non men’ hai fatta alcuna premura. Suppongo adunque che il giàdato basti al tuo scopo.
Nel passo v. 4 1 b : Idcirco te malo fato peperi in cedibusè indubitato, siccome tu acutamente hai avvisato, che incedibus deve valere nella reggia paterna. Allora io traducocosì :
Che iniquo fato, il dì ch’io ti produssi,
I talami paterni esercitava.
Adopero, come tu vedi, esercitava alla maniera latinaper travagliava , funestava , di che abbiamo esempi infiniti ebellissimi. Potrebbesi fare anche in quest’altro modo:
Che iniqua stella, il dì eh’ io ti produssi,
I talami paterni illuminava.
Tu fa uso della versione che più ti contenta, 0 anchedi nessuna delle due} chè ciò nulla monta.
Nel giuramento aveva tradotto il primo verso così : Disse;e il gran figlio di Saturno i neri — Sopraccigli inchinò * etc.
(*) Questa lettera procelle Hi un ordinario di Tosta la susseguente ,che nel terzo paragrafo nc fa cenno. — Le prime parole vanno al tipo-grafo Bottoni ' s ma poiché non servono che di accompagnamento allalettera, la quale immediatamente vi si annette, tutta diretta a Foscolo ,non la disgiungo dalle altre scritte a quest 5 ultimo. (L’Editore.)