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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTERE

ALL’AB. FORTUNATO FEDERICI

Milano, 27 gennaio 1807.

Un componimento solennemente esaltato da Cesarotti nonha bisogno d’ altro suffragio. Sul Ditirambo adunque delsignor abate Costa a me non rimane che il dirvi, che lebuone Muse Italiane debbono ringraziarvi, signor Federiciornatissimo, dell’aver pubblicato questa eccellente operetta,la quale apre una nuova lingua al dolore delle passionipiù generose.

Mi adoprerò per farla annunciare in questo nostro Gior-nale. Ma debbo dirvi, che 1’ estensione del medesimo, es-sendo passata sotto la direzione d’un animale, che nienteintende c trincia di tutto, specialmente della poesia italiana,io non mi sento, per dirla netta, molto disposto ad abbas-sarmi al suo tribunale. Sprezzo sovranamente l’oracolo deiGiornalisti, e l’animale, di cui vi parlo, lo sa$ e il sapersida lui che io fo stima del Ditirambo, sarebbe per costuiuna tentazione di lacerarlo. Tuttavolta cercherò canalesegreto per contentarvi.

Ho consegnato a vostro zio tre esemplari della Spadadi Federico, uno per voi, 1’ altro per Cesarotti , c il terzoper Barbieri. Graditelo, non come compenso al bel donoche m’ avete fatto, ma come attestato della stima, con cuisono vostro servitore ed amico.

ALLO STESSO

Milano , 2S agosto 1818.

E chi può non gloriarsi di veder impresso il suo nomesu 1’ eterne carte di Dante ? Intitolando al mio la nuovaedizione, che meditate, della Divina Commedia , voi lo trar-rete fuor del sepolcro, da cui non avrebbe per sè stesso