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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTERE

vero che i bei versi sicno sempre lirici, io vi manderòtra non molto alcune mie considerazioni che attualmentesi stampano su questo proposito. In somma, è forza chel’Italia , o presto o tardi, si persuada che Alfieri è un grandeingegno, ma mancante di gusto nel verseggiare , e il ro-vescio della natura nel dipingere le passioni , che in luisono tutte affare di testa, senza licenza del cuore.

Da Tassoni riceverete voi e Pacchiani un esemplare del-P Ode che la stanca mia musa ha cantato ultimamente allaculla della nostra Reai primogenita. Dico stanca, non per-chè, grazie a Dio , gli anni sien troppi, ma perchè que-ste poetiche divagazioni mi disturbano da lavoro che piùmi preme. E frattanto il mio dovere portava che io nonmi dovessi star muto. Mille rispetti alla futura comare, edamate il vostro, etc.

ALLO STESSO *

29 aprile 1810.

Compare ed Amico carissimo. — Ho tardato a ringraziarvidell’aurea vostra Orazione (*), di cui mi avete fatto gratis-simo dono, perchè aspettava di contraccambiarlo con qual-che cosa. Ora che Bettoni mi ha terminato finalmente ilprimo volume della mia versione d’Omero (e Dio gli per-doni gli errori che i vantati suoi correttori vi hanno la-sciato correre), ho ordinato a Sonzogno due esemplari avostra disposizione nelle mani del suo corrispondente diFirenze . Uno di questi sia per voi, l’altro per Carmignani,se più si ricorda del suo sincero amico. — E a propositod’amici, lascio a Rossi l’incarico di narrarvi la mia solennerottura con Foscolo , a cagione d’una villania fatta ad unmio carissimo. Per vero, non sono molto dolente dellaperdita d’un’amicizia che mi toglieva, 0 per lo meno mi

(*) Per P aprimento degli studj dell’anno 1809 in Pisa .

( V Editore.)