LETTERE
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forme giudizio \ e tutti mi spronano a proseguire l’im-presa coraggiosamente. Pare in somma che gl’ Italiani fi-nalmente l’intendano pel suo verso. Ma io qui sono solo,e il peso, che mi son recato sulle spalle, dimanda omerimolti e robusti. Tuttavia dalla prefazione alla seconda parte,cioè dal Dialogo tra me e il mio libro, avrete chiara la miaintenzione. Desidero che il pubblico mi continui il suofavore e che voi pure abbiate cagione di applaudire dinuovo alla mia fatica. Ove il giudizio de’ buoni mi siacortese, l’abbaiar de’maligni non mi farà paura.
Dal poco, che mi avete trascritto del poema inedito delCerretti, argomento il restante. Ma la satira n’ è troppoamara e smodata. State sano, ed amate il vostro, etc .
Caro amico.— Mi avete messo in una gran tentazione}e se non fosse che posdimani qui cominciano le adunanzedegli Elettori per le nomine Legislative e delle Civili Giu-dicature, ed altre funzioni, dalle quali non so quando sa-remo liberi, vi giuro che avrei accettato il grazioso invitovostro per la festa del Ponte. Ma non passerà tutto ilcorrente anno , che noi ci abbracceremo.
Cattivo giudice qual sono, dirò ingenuamente il mio pa-rere sulla vostra Prolusione, e son certo di non aver chelodi da scrivervi} nè veruna cosa mi sarà così grata comequesto tributo di giustizia.
Le nostre opinioni intorno ad Alfieri concordano per-fettamente , e senza saper nulla del vostro giudizio sullasua versione di Virgilio, aveva già scritto a Carmignaniche la medesima era qui tenuta per ladra c barbara cosa.E per comento al giustissimo vostro detto, che non è