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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTERE

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Vedo che il vostro soggiorno in Roma non è ozioso.Questo è dunque il momento di dar perfezione all’ operache avete intrapresa da molto tempo. Me ne mostraste iprimi capitoli, e poi non ne ho saputo più nulla. Speroche seguiterete ad occuparvi di questo lavoro , dal qualepotrete raccogliere molta lode.

Alla fine del prossimo maggio, se il Principe vorrà per-metterlo, spero di essere a Roma in braccio del mio Mar-coni. Mi sarebbe pur caro di trovarvi ancora costà , e fovoti ad Amore e alle Belle Arti, perchè vi trattengano perrendere piena la contentezza del vostro amico.

ALLO STESSO

Milano , 28 ottobre >8io.

Ho interrogato Vaccari sull’affare del povero Suzzi, egli ho ricordato le vostre premure e quelle dell’ ottimoBentivoglio. Mi ha risposto d’averle nell’animo, e di aspet-tar l’arrivo del Principe per metterle possibilmente ad ef-fetto. Ma non vuole dissimulare che il Suzzi è stato^fin daprincipio mal consigliato. Egli doveva, per suo parere, ap-pellarsi alla Cassazione. Questo buon momento è passato5e presentemente il domandar grazia gli è un confessarsicolpevole. La compassione, che mi desta lo stato del miseroamico infelice, mi ha qui fatto dir molte cose, e il cuoreinfiammava le mie parole. Spero che un poco di questocaldo sia passato nel petto di S. E., la quale altronde si èmosti'ata sempre sensibile alla sventura. Attendiamo adun-que il ritorno del Vice-Re, e stiamo a vedere.

Mi era nota la vostra andata alla Mesola . Dio buo-no ! A Cicognara un semplice saluto, e ad un...? Miocaro amico,... come va la vostr’Opera? Che fa l’amabilevostra compagna ? Ricordatele la mia devota amicizia delpari che a Bentivoglio, a cui direte all’ orecchio eh’ egli èpure un gran peccato che anche gli ottimi qualche voltafaccian del male senza saperlo. Vi abbraccio, e sqno di cuore