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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTERE

(*) ALLA MARCHESA ANTONIETTA COSTA *

A GENOVA

3 giugno 1807.

Finalmente mi sono spettorato. Da Cornetti riceveretela mia risposta alla Revue, e a tutta la gran manica difurfanti che hanno stancata con mal consiglio la mia pa-zienza. Gianni ha avuto il colpo di grazia, ve l’assicuro}e io gli ho infinite obbligazioni d’ avermi somministratoonesti motivi onde poter parlare, e parlare con dignità esenza insulti e senza declamazioni.

La stampa, che ieri mattina ho pubblicata, è a quest’ oranelle mani di tutta Milano , e tutti stupiscono come, inmezzo a tante ragioni di uscir dai gangheri, io sia stato

(*) Questa egregia dama genovese, a cui il Monti nel i 8 a 5 indirizzòil Sermone sulla Mitologia , ne aveva nel 1817 tratto dal vero con granderassomiglianza l’austero, ma pur sempre poetico sembiante 5 e lo scorsoanno 1 34 * Io fece tradurre in litografia qui in Milano, presso il Vas-salli , per opera di Antonio Dassi. Il bellissimo lavoro venne cantato da!signor Giuseppe Gando, di cui le liguri muse potranno quando che siaonorarsi come già de! Chiabrera, in un Sonetto ch’io penso di far cosagrata ai lettori col qui riportare.

Alla N. D, Antonietta Costa che disegnò dal vero Vincenzo Monti .

Allor che stavi del novello OmeroEffigiando l’inspirato viso,

Et nella tua bellezza intento e fisoEra colle pupille e col pensiero.

Di tanto ben, di tauta grazia altero,

Dicea: più non invidio al dolce riso,

Che il sovrano oantor del ParadisoDalla sua Beatrice ebbe primiero:

E tu vivrai nelle mie rime eterna,

Qual io vivrò nell’opera gentileDella tua cara man, Ligure Dea.

E, la mente levando alla supernaSede, il poeta dall* acceso stileTe coll* innamoralo estro pingea.

(VEditore )