LETTERE
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quale voi mi date prove sì affettuose : di che io vi rendograzie con tutta 1’ anima. E di vero egli è particolarmentenell’ infortunio che si fa bella e divina la sentenza di Pi-tagora , quando disse che gli Dei, mossi a compassionedell’ umane miserie, spedirono in terra l’Amicizia per con-solarci : il che ho provato io nella presente mia calamità,tali e tante sono state le dimostrazioni di benevolenza, dicui, sia detto senza vanità, tutta Milano mi ha confortato.E mi rendo certo che voi, a tutti carissimo per le eccel-lenti vostre qualità morali, direte altrettanto della vostraVenezia , nello stato in cui siete di sofferenza per la dolo-rosa infermità che vi travaglia. E per parte mia vi giuroche ne sono afflittissimo. Spero però, che in breve udiròrifiorita la’vostra salute. Così potessi io sperar della mia!Ma in voi ride ancora la gioventù, e in me piange l’ultimavecchiaia. Orsù, pochi giorni di più o di meno nel corsodella vita poco rilevano. Io mi sento maturo pel sepolcro,e sono già disposto a discendervi coll’ ultimo vale degliamici} fra’ quali m’ è dolce il contar voi e i pochi che visomigliano. Ritornate alla sempre amabilissima vostra mo-glie i saluti della mia con quelli della figlia, e ditele chenell’anno venturo, se non sono sotterra, verremo tutti etre in persona a salutarla, e ad abbracciare Aglietti, So-ranzo, Franceschinis e la Bettina, e tutti in somma gliamici del vostro, etc.
PS. Se scrivete a Momolo c a Gino Capponi , salutatelisenza fine.