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Il vostro oracolo mi sarà sacro, c la rintegrazione dellavostra amicizia mi farà lieto oltre ogni credere. Ve neprego, e col più vivo sentimento del cuore mi confermoper sempre , etc.
ALLO STESSO
Milano, 3 o dicembre 1810.
Carissimo e pregiatissimo amico. — Le vostre Osserva-zioni intorno alla mia versione d’ Omero mi hanno col-mato di giubilo. Esse mi fanno fede della vostra amicizia,e questo è un gran bene ^ e le grazie, che ve ne rendo,procedono dal più vivo del cuore. Io le metterò tutte aprofitto, e così farò delle altre che mi manderete, del chevi prego quanto mai posso. Se non che panni, che voisiate troppo indulgente} e le emendazioni, che io mi pro-pongo di fare in una seconda edizione al mio lavoro, siestenderanno molto di più, poiché la mia propria co-scienza mi avverte di assai più difetti, che i notati da voi.Non vi stancate adunque d’ assistermi, e fate che io abbiala compiacenza di annunziare al Pubblico le obbligazioniche vi professo.
Lamberti mi ha detto che fra i letterati Italiani, a cuiil Governo Francese poteva far dono della grande vostr’O-pera, vi sareste degnato di scrivere anche il mio nome.Questo eccesso di benevolenza è al di sopra di ogni rin-graziamento. Ma il cuore ne sente tutta la gratitudine.Caro Visconti, abbiate per certo che l’avermi ridonatola vostra amicizia , e in un modo così cortese e distinto ,mi fa beatissimo. Aggiungete a tutto questo il coraggioche m’ispirate per lo proseguimento della mia versione,la quale dentro il prossimo gennaio sarà al suo termine ,non rimanendomi che la metà del vigesimoterzo Libro, e1’ ultimo.
Piacciavi di incordare all’ amabilissima vostra signoraT antica mia devozione e servitù , ed amate il tuttovostro, eie.