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LETTENE
ALLO STESSO
Carissimo e pregiatissimo amico. — Le vostre prezioseannotazioni sono state tutte seguite, tutte, tranne unasola, nella quale il vostro avviso discordando da quelloche il comune amico Lamberti sostiene nelle sue illustra-zioni d’ Omero , mi rendo certo d 1 aver bene interpretatoP animo vostro, tralasciando di mettere in campo un pa-rere che gli fa guerra. Egli prova , e con buone ragioni,che il magnani ccelurn d’ Omero al v. 547 della tradu-zione, nel lib. Vili, è veramente un cielo maggiore, e micredo che, udito il suo discorso, voi pure discenderete nellasua opinione. Quest’ unica correzione ho io dunque stimatobene di trascurare, sì perchè il senso da me adottato, se-condo Lamberti, sta bene} sì perchè conservandolo, so difargli cosa assai grata, e che voi pure mi loderete diquesta onestissima discrezione.
Nell’emendare attentamente tutti i passi da voi notati,più altri ne ho corretti io stesso di mia coscienza, permodo che adesso veramente comincio a compiacermi delmio lavoro. Non ho taciuto al medesimo Viceré l’impor-tante servigio che mi avete renduto, nè il tacerò al pub-blico nella nuova edizione alla quale si è già dato comin-ciamento. E siccome questa mia traduzione è già stata daquesta General Direzione degli Studi privilegiata d’ unaCircolare a tutte le Scuole del Regno} così rimane che voimi facciate contento d’ un’ altra grazia, ed è che mi per-mettiate di stampare alla fine di tutta 1 ’ opera le vostreOsservazioni, le quali, contenendo parecchie interpretazioninovissime e peregrine, formeranno un commentario dimolto pregio. Un sol sospetto mi turba, ed è che voi inleggendo abbiate saltato il libro VII, sul quale non trovoveruna critica} e che il XIX, XX, XXI, XXII gli abbiate