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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTERE

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ALLA STESSA

Venezia , ao novembre i8ai.

Per non lasciarti più lungamente in desiderio di nostrenuove, colgo il momento che tutti dormono (non essendoche le cinque della mattina) per dirti che ieri sera abbiamofelicissimamente posto piede in Venezia . Narrarti le amo-revolezze, le cortesie e la gara di ogni genere di amiciziacon che siamo stati accolti dappertutto , sarebbe vanitàtroppo lunga. Qui eravamo aspettati da parecchi giornicon impazienza 5 e appena giunti, la sorte ci ha portatolo scontro del Barone Tordorò, che con indicibile festa ciha stese le braccia al collo. E saputosi subito clic anda-vamo a salutare l’Albrizzi, là si è fatto concorso. Con quantedimostrazioni di gioia ci abbia accolti quella celebre Damac tutta la colta sua compagnia, non si può dire. Vi siamorestati fino alle undici, e più vi saremmo rimasti se nonci avesse richiamati all’ albergo la fame ( non avendo an-cora pranzato ) e la creanza di non far aspettare gli amici,che a tutta forza hanno voluto accompagnarci da Padova fino a Venezia . L’allegria della mensa si è prolungatafino all’ una dopo la mezza notte ; onde puoi vedere chenon I10 dormito clic quattro ore scarse : e nulladimeno iosto sì bene in salute, che mai tanto in mia vita.

Oggi saremo a pranzo dal Cavaliere Soranzo. Negli altrigiorni non so5 ma prevedo che alla cucina della locandadaremo poco da fare.

È nostra intenzione di non fermarci qui che fino asabato, poiché ci ò stato forza promettere, nel ripasso daPadova , di spender ivi la domenica in un geniale ban-chetto , di che i dotti di Padova vogliono a tutti i pattionorarci. Non saremo dunque in Ferrara che la sera delseguente lunedì, e di là avrai nuovamente mie lettere.

Avrei bramato mandarti le stampe di alcuni versi cheMonti. Epistolario. 18