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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTERE

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scatole in giro, complimentati, si è stretta subito la con-fidenza, indi le chiacchiere, le barzellette, e tanta allegria,che da quel punto fino alle porte di Verona non abbiamofatto clic ridere in coro, e il Corago era il bravo Napoli -tanello, di cui non ho mai veduto il più spiritoso e buf-fone. Posto piede in Verona , Perticali ed io avevamo datoordine che il nostro equipaggio si trasportasse all’ albergo,risoluti di restar liberi di noi medesimi. Ma la Mosconi ePersico avevano già alle migliori locande lasciato dettoche a Perticari e Monti si rispondesse che non v’ era perquesti due gran signori alloggio veruno. E già la Contessacon sua figlia ed il Conte, nel punto che noi scendevamodalla Diligenza , erano montali in carrozza per venirci in-contro , e rapirci come due belle spose. Ed ecco che ilpovero Mariano, che colle nostre valigie e il facchino in-cammiuavasi all’albergo della Gran Czara, soprappreso dalfiglio della Mosconi , sentissi intimare di dar volta e se-guirlo senza saper dove, e non aver coraggio di far resi-stenza, temendo che chi gli facea 1’ intimazione fosse unCommesso della Dogana. In somma non vi è stato versodi sottrarsi alla cortese violenza c cordiali preghiere dellamia buona amica, ed eccoci in casa sua superbamentealloggiati, festeggiati, onorati senza misura.

Era nostra intenzione di non fermarci in Verona clictre giorni 5 ma ci è convenuto promettere di non partireclic domenica. La Contessa vuole accompagnarci fino amezza strada , sulla via di Vicenza , ove giungeremo sulmezzogiorno; e il lunedì sera saremo a Bassano , distanteda Vicenza non più che tre ore di cammino. Indi a Pos-sagno , poi a Padova , di dove avrai nostre nuove. SalutaAureggi, e sta sana.