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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTERE 283

l’egregio Monsignore de Breme e Rossini. Siatemi graziosodi un cortese riscontro, ed amate il vostro, etc.

ALLO STESSO

Di casa, 3o agosto 18 i4’

Mi son venuti alle mani due libri che io non so leg-gere, c che, quando li guardo, mi pare che si lamentinodi star soli ed inutili. Voi che bene intendete il carat-tere in che sono scritti, e possedete molti altri loro fra-telli, degnatevi ricettarli cortesemente, e aggraditeli comepuro attestato della mia stima. Questa grazia mi saràgran prova della vostra benevolenza, della quale vi pregocredermi studiosissimo e giustamente superbo , siccomo ilsono di essere vostro, etc.

ALLO STESSO

V

(*) E ieri e questa mattina sono stato in traccia di Leiper comunicarle il seguente paragrafo di lettera scrittamida mio genero :

« Mi diceste un giorno che il Marchese Trivulzio ap-prestava un’ edizione del Dittamondo di Fazio. Se questofosse, io potrei rendergli bel servigio $ poiché avendone1’ altro giorno confrontato un Codice posseduto dal nostroAntaldi, vi ho scoperte , non dirò tante varianti, ma tantesplendidissime emendazioni, che quel poema ne sorge anovella vita. La gentilezza tanta usatami da quel chiaris-

ci Questo biglietto non ha data, e non ho pronto alcun indizio per-accertarla. Quello che può affermarsi si è eh’ esso dee essere scritto inMilano prima della lettera susseguente, i5 settembre i8i5 , di Pcsaro >nella quale si parla del Dittamondo come di cosa intorno a cui stavalavorando il Perticari. (V Editore i)