LETTERE
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eh’ ella si piglia pel buon andamento del suo lavoro, e leritorno i devoti saluti e rispetti della mia figlia, la quale,col marito , mi fa condurre fra le colline di S. Angelo igiorni più beati della mia vita, si che ancora non so tro-vare la via di dispiccarmene.
La prego di porgere i miei ossequi alla signora Mar-chesa, e ogni bel salutare al Conte Porro, al sig. D. Gae-tano Melzi , e al Marchese Tassoni. E tutto mi raccomandoalla preziosa sua benevolenza.
ALLO STESSO
Di casa, 17 febbraio 1816.
Lo ritorno il suo Dittamondo col Codice Giovio da leidesiderato. Allo stesso tempo le unisco una lettera di miogenero, dalla quale intenderà la richiesta eh’ egli mi fad’ un libro clic non conosco , e su cui ella sola può darmiqualche notizia. Ed io verrò dimani a prenderla in per-sona, e a ringraziarla.
Sono sempre col più vero rispetto, ctc.
ALLO STESSO
Di casa, a 5 febbraio 1818.
Nel ringraziarvi con tutto I’ animo dell’ onore fattomidi lasciar correre in fronte all’ Opera mia il rispettabilevostro nome, pregovi di aggradire, in dimostrazione dellamia viva riconoscenza, alcuni esemplari dell’Opera stessa,che ardisco inviarvi pc’ vostri amici, fra i quali piacciavidi offerirne uno in mio nome al mio carissimo CavaliereRosmini.
Sono c sarò eternamente col sentimento della più altastima e rispetto, efc.