LETTERE
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Ponga ai piedi dell’melila Bice la mia devozione, e miabbia sempre per suo obbidientissimo servitore ed ami-co, ctc.
AL PROF. GIO. ZUCCALA
A MERATE
Milano, 39 novembre i8i4*
Eccovi, mio caro Zuccaia, gl’ Inni d’ Omero che vi pro-misi, e la versione Ialina delle mie Odi pubblicata dall’ ab.Bello di Cremona . D’ ora innanzi sovvengavi, eli’ io sonoe voglio essere il vostro libraio. Perciò, qualunque libro vioccorra, avvisatemelo senza pensare nè a restituzione, nèa pagamento, perchè all’ultimo io mi troverò sempre vo*stro debitore, non potendo mai soddisfare pienamente l’ob-bligazione che vi professo per le tenere cure che vi pren-dete pel mio Scipione. Dalla vostra a sua madre com-prendo ch’egli è soverchio il raccomandarvelo. NulladimenOvoglio dirvi ch’io l’amo come mio figlio, e che metto adebito mio tutte le vostre pene nell’ educarlo. E superateeh’ egli abbia le prime vie dello studio, io voglio sperareche ne trarrete buon frutto.
Ringraziate senza fine il Rettore delle premure eh’ eimi promette a questo fine medesimo, e considerateli}! tuttovostro, etc.