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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTEHL

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ALLO STESSO

Milano , 8 febbraio 1817.

Ignoro al tutto la censura che mi accennate del vostroInno , siccome ignoro de! pari chi sia il censore copertosotto il nome di Mezio ; che di mia natura io sono statosempre poco curioso, meno poi al presente, clic la lette-ratura in Milano è fatta vero bordello. Di che anche è natoche io e li due miei colleglli Giordani e Breislak ci siamritirati dalla Società compilatrice della Biblioteca Italiana,la quale è ora tutta nelle mani del signor Acerbi. Nèfacciavi maraviglia, se nel numero uscito ieri leggeretetuttavia i nomi di Breislak, di Labus c di alcun altrodegno letterato, perchè le mutazioni accadute sono poste-riori alla stampa di quel fascicolo. Mi è precisa adunque,come vedete, la strada di far annunziare in quei fogli ilvostro Inno : il che volentieri avrei fatto senza frodarlodelle debite lodi, e senza tacerne per vostro meglio i difetti.

La Speranza è bell’ argomento di poesia, c suscettivo dimolta consolante filosofia. Meditatelo bene prima di met-ter mano a cantarlo ; ma deponete, vi prego , il pensierod’intitolarlo a me, che noi merito ; non perchè possariuscirmi discaro questo attestato della vostra benevolenza,ma perchè desidero che i miei nemici non si facciano permia cagione anche vostri, e, non potendo più nuocere ame, nuocano a voi che siete ancor giovinetto, e non ancoravvezzo agli assalti dell’ invidia e della maldicenza. Statesano, ed amate il vostro, ctc.

PS. Avete in Cremona un eccellente maestro di poesia,F ab. Rollò; mettetevi nelle sue mani, ed abbandonatevi a 1suoi consigli.