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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTERE

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degli eterni e insolenti nostri nemici i Toscani , quei Toscaniche, più d’ogni altro a 1 dì nostri hanno morto il bel parlareitaliano: e Dio perdoni a voi stesso la dedica della vostraCantica: del quale incenso m’affido che avreste preso rossorese, prima di accenderlo nel turibolo, aveste avuto alle manigli Atti dell’Accademia recentemente dati alla stampa. Dallasicurtà, che seco voi mi piglio in aprirvi liberamente i mieisentimenti, argomentate l’interezza dell’amicizia, con cuimi protesto vostro servitore ed amico, etc.

PS. Se può fare qualche onesto dispetto ai vostri male-voli l’informarli che la vostra Ode a Canova mi è parsaricca di bei versi e di bella lingua, contentateli di questanotizia: e dite ben loro, per rallegrarli, che ho scrittoparsa invece di paruta.

(*) Giordani saluta il signor Villardij e lo prega di salu-targli il nostro Cesari.

ALLO STESSO

Pesaro , 22 ottobre 1820.

A tergo della presente troverete il mio assenso all’indi-rizzo che amate di farmi della nota stampa riguardantele male arti de’Padri Infarinati. Distratto dagli alFari chemi hanno chiamato in Romagna , e dalla dolce vita chemeno in braccio a’ miei figli, io non ho mai potuto aver ilcapo allo scritto che vi promisi. Ma, avendovi io già data,e ridandovi nuovamente la facoltà di dire al pubblico aper-tamente che intorno al torto fatto da quei buffoni al Cesarie al Pindemonte io corro ambobus pedibus nella vostra sen-tenza, quelle poche mie parole al vostro scopo si fannoinutili al tutto : e parmi anzi che a questo modo abbiatemiglior presa con quella gente divenuta ornai la favola eil riso di tutta quanta la repubblica delle lettere. Nè vi

( ) Pare che questa seconda PS. sarà stata di pugno del celebre sigritiro Giordani. (L’Editore.)