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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTELE

tare i nemici del nostro Dante , e gli apostoli delle nuovedottrine poetiche. Ma badate che se costoro han torto mar-cio nel bestemmiare gli antichi, non vanno senza ragionenel lamentarsi di quei taluni che fanno più studio delle pa-role che delle cose. Del modo, con cui si debbono , e sipossono maritare splendidamente stile ed idee, locuzionied immagini, voi ne date l’esempio. Ma si fa egli così datutti ?

Mantenetemi nell’amicizia, nella quale mi avete cortese-mente ricevuto, e per onor delle lettere state sano.

ALLO STESSO

Milano , 5 dicembre 1819.

Non vi affannate a farmi la professione di vostra fede.Sarei troppo indietro se non sapessi vedere per me mede-simo di qual setta voi siete in letteratura. Ma badate chetutte le sette facilmente si volgono al fanatismo. Per mestimo il meglio il non farsi schiavo *a nessuna, e detestandotutte le intolleranze e tutte le servitù, prendere per divisal’oraziano: Nullius addictus jarare in verba magistri. E que-sta, acciocché tutto mi conosciate, è stata e sarà sempre lamia religione in fatto di lettere.

In quanto alla guerra che vi si dà, scusate se fo ragioneai vostri nemici, ed affermo che troppo bene ei vi biasi-mano delle lodi che mi avete a pieno canestro profuse.Non li vogliate adunque condannare se essi hanno vedutameglio di voi la tenuità del mio merito : e per vostra scusaappigliatevi al dire che nell’ amplissimo regno della genti-lezza fu sempre bello il peccare di cortesia. Mi accennateche il Cesari ha lodata quella vostra generosità. Di chedunque, sicuro di tanto voto, vi andate rammaricando? Virattristi piuttosto il vedere che, mentre i soli Lombardi sonquelli che degnamente sostengono in Italia l’onore del belloscrivere, v’abbia gente fra essi che assoldasi alla bandiera