LETTERE
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per quel vero antico proverbio minuti prcesentia famam (fi-guratevi quella d’ un povero e sordo vecchio come son io),penso che mi torna meglio il lasciarli in questo errore eprivarmi per amor proprio dell’infinito piacere di vedervoi ed Ippolito, e inchinarmi alla statua di Fracastoro, evisitare divotamente in vostra compagnia il sepolcro di Maf-fei e di Spolverini.
Mutato adunque il primo divisamente, non vi rincrescadi significarmi il tempo della vostra villeggiatura al lago diGarda . Colà promettovi di venire, e con più devozione chenon si va alla Casa di Loreto e a S. Giacomo di Com-postella.
Sono stato tre giorni per non buona salute chiuso chiusonella mia stanza. Ciò m’ha tolto il piacere di rispondervisenza dilazione. Nò oggi sarei così breve, se non dovessi dabuon cristiano uscire a far riverenza al santo Bambino.Intanto a voi e al conte Persico mando il più bel salutodel cuore. State sana, ed amate quanto potete il vostro, etc.
ALLA STESSA
Mia cara amica. — Ho tenuto consulto con lo stampatore.Egli giura di non potermi dare terminata la stampa delquarto volume della Proposta } che verso la fine del meseventuro} ed io giuro a voi, mia cara, di non poter com-mettere ad altri la correzione di questa stampa, essendocosa di troppo grave momento, e non avendo a cui fidarla.Penso quindi che torni meglio il concedermi la dilazionedella divota mia visita alla fine d’aprile. Ciò sarà anche avoi, a Persico, e agli amici, cagione di maggior contento,perchè verrò coll’alloro della vittoria: alloro non già mio,ma del mio Perticari, del figliuolo dell’amor mio, vitto-rioso di tutte le municipali arroganze de’ Fiorentini, e ditutti quegli stolti pedanti che gittano giù dal trono la ma-