LETTERE
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tronale lingua italiana, per istabilirvi il plebeo dialetto ca-maldolese. Abbiate per fermo che la lettura di questo librovi sarà deliziosa, e a me parrà di venirvi davanti con qual-che merito^ e così potrò meno arrossire delle vostre cor-tesie, e di quelle che mi promette per bocca vostra la be-nevolenza del nostro Persico, al quale rendo subito il ba-cio dell’amicizia, che egli mi manda nella vostra lettera.
La mia salute al presente è buona, anzi perfetta, se laflussione degli occhi e la infermità degli orecchi non midesse qualche volta malinconia.
Mi sono state , giorni sono, mandate le Ottave del Lo-renzi per le nozze Orti, e l’Anacreontica del Villardi. Chiun-que sia stato il donatore di queste due poesie, io glienerendo grazie, perchè in vero quelle Ottave mi sono sembratecosa molto squisita, e gentilmente ideata e scritta l’Ana-creontica.Ma cavatemi d’un dubbio: cotesto vostro Lorenziè forse il famoso della Coltivazione de’ Monti? Se egli èquello, vi prego che la sua conoscenza sia una delle primegrazie che mi farete.
Ecco il ragazzo della stamperia. Vi saluto col cuore , esono mai sempre il vostro, etc.
ALLA STESSA
Milano, 3 maggio 1820.
Partirò lunedì da Milano, sarò il martedì in Mantova , eil giovedì in seno dell’ amicizia.
Avrei potuto inviarvi prima le note mie stampe condottetutte al lor fine; ma trattandosi di pochi giorni di dila-zione, spero non vi dorrà ch’io mi sia riserbato il piaceredi presentarvele io in persona. Il più cordiale dei saluti alnostro Persico, e a voi tutto me stesso.