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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTERE

vostro figlio, al quale sapete che per vezzo io dava il nomedi mio piccolo amico , e ben vi prego di abbracciarlo e ba-ciai’lo per me teneramente. Supplico poi vivamente l’in-comparabile miaClarina, che in pietà della grande disgra-zia che m’ha visitato, voglia ridonar tutta l’antica sua be-nevolenza al suo vero servitore ed amico, etc.

)

A DON PIETRO DE’ PRINCIPI ODESCALCHI

A ROMA

Milano , 19 febbrajo 1820.

Ilo differito a rispondervi su la speranza di potervi fi-nalmente scrivere una lettera non indegna della tanta be-nevolenza, di cui mi onorate, e lettera di tutta gioia perl’arrivo del tanto desiderato scritto di Giulio. Ma egli èdestino che io debba morire accorato d’un desiderio sem-pre deluso. Sono oggimai tre settimane che il buon Giuliomi ha dato l’avviso della spedizione fattane pel canaledella Segreteria di Stato, e il piego non è ancora comparso.Conto le ore, conto i minuti, mi struggo dell’aspettare,ne ho perduto il dormire, vo mezzo forsennato per le ca-mere , per le vie, vivo in somma in una ineffabile agita-zione} e se quelle carte vanno perdute, m’impicco, perchèsenza di esse mi trovo disonorato per le mancate mie pro-messe al pubblico.

Di questo inconveniente occoi'so nella spedizione io neho già dato a Giulio l’avviso, acciocché ne chiegga infor-mazione e ragione. Non gliene replico l’insistenza} perchèmi cruccia il noiarlo, e molto più perchè ho il cuore pro-strato , e al tutto sì fuori di me, che mia moglie e gli ami-ci, vedendomi muto sempre ed oppresso, mi hanno perinfermo di mente, e prossimo ad impazzire. Ma prego esupplico voi, mio nobile amico, di muovervi a pietà delmio stato, e di farlo noto al mio Giulio, e di chieder conto