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LETTERE
ALLO STESSO
Milano, 17 febbrajo 1821.
Il vostro articolo sul dipinto del redivivo Raffaello èscritto con assai perizia di lingua e delle pittoriche disci-pline , ed insieme con grande amore verso mia figlia e mestesso. Io ve ne rendo grazie con interezza di cuore, e mirallegro dei gran passi che avete fatti nei segreti del belloscrivere.
Memore tuttavia delle mie promesse , nel venturo ordi-nario, col mezzo dell’Inviato Alborghetti, vi spedirò pel vo-stro Giornale una lunga lettera al nostro Trivulzio sopraun passo del Petrarca ^ storpiato due volte negli Atti del-l’Accademia della Crusca , colla buona intenzione di queisignori di risanarlo. Manderò appresso un terzo Errata cor -rige all’Infarinato Del Furia sopra il suo saggio d’emen-dazione al Dittamondo : e questo scritto sarà più lungo del-l’altro. Vi avverto che sì questo e sì quello faranno partedel quinto volume della Proposta. Ma siccome questo nonpotrà uscire che in maggio, e forse ancora più tardi; cosìavete tempo che basta a renderlo pubblico prima della miastampa.
Il Trivulzio e Rosmini vi risalutano caramente, ed io sonomai sempre il tutto vostro, etc.
PS- Da molto tempo non ricevo più il vostro Giornale,nè so il perchè; non ho quindi potuto leggere il vostroarticolo sulla versione dell’Iliade del vostro amico Cardi-nale Litta. Ne andrò dunque in traccia presso qualche as-sociato più fortunato di me. Abbiatevi intanto i miei rin-graziamenti per la menzione d’onore ch’ivi dite aver fattodella mia traduzione, della quale a primo incontro vi spe-dirò la terza edizione ultimamente qui pubblicala; e viavrò moli’obbligo se vi piacerà-di accennarla nell’appen-dice del vostro Giornale, toccando le nuove cure accennatenella prefazione degli Editori.