LETTERE
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Le piaghe finora da noi sanate passali le mille, e la edi-zione, a cui in breve metteremo le mani, le farà chiare.Duoimi assai che fra le parecchie correzioni avvisate ancheda Giulio in margine al Convito da lui posseduto (edizio-ne, se non erro, del Pasquali), non potremo fargli onoreche delle poche, di cui tuttavia mi ricordo , e non giun-gono alla decina. Ma il danno non sarà molto, perchè mirendo sicuro che gli errori da esso notati neppure al no-stro occhio sono sfuggiti.
Ho letto con maraviglioso piacere le nuove lettere diGiulio. Son tutte bellissime. Ma il saranno ancor più quelleche il mio Trivulzio pubblicherà: fra le quali più di ot-tanta dirette a me. Ed in queste sì che i Toscani vedrannoin qual conto ei teneva la sfolgorata loro arroganza. Deglistraziati però nessuno sarà nominato; chè, rispetto ai vivi,si vuole procedere con riserva; e non lodo che in una dellepubblicate da voi siasi lasciata correre l’iniziale del Nic-colini (*).
Trivulzio vi saluta e attende, come ho detto, con grandecuriosità un saggio del promesso confronto del codice Bar-berino. A Odescalchi, per parte ancora di Trivulzio , a Tam-broni, a Biondi, ad Amati ed a mio nipote, se lo vedete,i più cari saluti. Ed amate il vostro, etc.
(*) Posso io assicurar tutta Italia , non che quel fiore d’ingegno e dicortesia del signor professore Giambattista Niccolini, che nella lettera delPcrticari, della quale qui parla il Monti, non è adatto ricordato il suonome: indicandosi in quella tutt’alLra persona. Era egli possibile che ilconte Giulio, il quale, come ognun sa, aveva in si gran pregio e la dot-trina e l'amicizia del Niccolini, si lasciasse così trasportare all’ira con-tro di lui, che nobilmente disputando non gli disse mai villania , né glifece oltraggio? Troppo bene sapeva il Perticari, che
Divertimi sentire duos de rebus eisdctnIncolumi licuit semper amicitia.
La lettera originale è ancora presso di me, ed io in conferma del veronon ho difficoltà di mostrarla e ad esso chiarissimo Niccolini, ed aglialtri comuni amici. Tutto l’equivoco è nato da un crror tipografico, do-vendosi segnare due N. invece di un solo. (Nota mandataci dal signorSalvatore Betti . — Così gli Editori delle Opere inedite e rare del Monti.Milano j i834, T. V ; pag . 223-224-)