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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTERA

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ALLO STESSO

Milauo, 5 maggio 1824.

Il.è uu tristo, e il suo epigramma grida le forche.

Ma tu, Betti mio, mi fai oltraggio se ti dai a credere chioconceda a costui la mia amicizia. Conobbi in Roma tren-tacinque anni fa questo pazzo alloccasione della Bassvil-liana, sulla quale egli mi adulò con certi suoi scritti. Uscito

10 poscia di Roma nel 1797, non ebbi più con esso la mi-nima relazione, tanto chio il tenea già per morto: ed ora

11 sento vivo per maledirlo. Se lincredibile sua tracotanzami fosse stata avvisata quindici giorni primami sarebbenata bella occasione di svergognarlo nellultimo volumedella Proposta già tutto impresso, e che tra pochi giornisarà pubblico. Questo farà a tutto il mondo testimonianzadell amor mio verso il nostro Giulio: e non temo di avertrapassato i confini del vero, perchè la sua memoria pertutta Italia è adorata, e convien essere forsennato e ri-baldo per oltraggiarla. Vedrai il lungo Dialogo che precedeil volume} anzi, più che Dialogo , Dramma di nuovo genere,partito in cinque atti ^ il terzo dei quali è tutto in boccadi Dante , di Guido Guinicelli e di Giulio. Oh come benemi sarebbe quivi caduto in acconcio il carminare al mattodi Bevaglia la lana! Ma, per dio! se loccasione è passata,non è passata la voglia.

Lo stampatore, di cui mi parli, è un lesto fante: si ado-pera di far credere al pubblico che il commento alledi-zione, ehei. promette, di Dante , sarà mio lavoro. Ma delmio non vi sarà parola. Bensì molta parte vi avrà la po-vera vedovella, voglio dire Costanza, la quale non trovaaltro sollievo al suo dolore, che uno studio continuo sopraDante . E per vero può stare a petto di qual si sia chiosa-tore. Ma la sua salute non risponde alla durezza della fa-tica. Al presente ella è ita in Romagna per dar sistema a