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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTERE

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miei domestici affari. Tornata che sia, le comunicherò latua lettera : e del certo non avrà bisogno di eccitamentoper dar luogo nelle sue brevi chiose alle tue, ben degnedi essere ricordate e seguite. Quella però che tocchi diFlegias, non mi appaga. La particella a, aggiunta all avver-biale questa volta per vezzo, ha troppi esempi in favore peressere condannata. Basti per tutti il seguente dell 1 Ariosto,c. xviii, st. 109:

Benché lavea lasciate in su la strada

A quella volta che le far dimpaccio,

cioè quella volta, dizione della stessa natura. Intorno allal-tra Qual che si fosse lo maestro, sono teco daccordo nelcredere che vadano errati i commentatori, attaccando quelleparole a maestro / non potendosi mettere in dubbio chelarchitetto di quegli argini non sia stato Iddio. Non ha egliDante già detto nell iscrizione al sommo della porta infer-nale Fecemi la divina potestate, col resto? Ma, per mioparere, lerrore sta nella lezione fosse in luogo di fosser.Perciò a me piace di leggere Qual che si fosser, cioè qua-lunque si fossero, sottintendi, quegli argini. E se la dizioneQual che, invece di Quali che, ti spiace, chi ne vieta dileggere Quai che si fosser, etc.? Se malamente mi spiego,perdonalo alla fretta con cui scrivo, e al divieto fattomidi affaticare la vista nel leggere, come nello scrivere, per-chè i miei poveri occhi sono sempre in malvagia condi-zione.

Il Trivulzio , che ti ama e stima moltissimo, ti risaluta.Air ottimo Biondi raccomanda il mio affare col porco so-maro XXX, e digli che il mio cuore lo benedirà eterna-mente, se mi salva dal grifo di cotesta ladra bestiaccia.Abbraccialo caramente, e fa altrettanto col nostro Odescal-chi e .col reverendo signor abate Girolamo dilettissimo. Stasano, ed ama il tuo, etc.