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LETTERE
ALLO STESSO *
Milano, 17 settembre iSa 5 .
Carissimo amico. — Nell’/md/o del solitario, ove dice :Fuggi il pazzo furor del maledetto, etc.correggasi :
Fuggi il pazzo furor, fuggi il sospettoDe’sollevati, nel cui pugno il ferroGià non piaga il terren, non l’olmo, etc.
Nel verso altrove che dice : Che ne puoi disgradarGi... e St... , cioè Giorgi e Stopparli, invece di Gi...amerei si ponessero le iniziali di qualche professore roman-tico, se ve n’ha alcuno il cui nome sia dissillabo.
Tutte le settimane il cavallante di Caraverio va e viene.Basta dunque consegnare le solite prove delle stampe suc-cessive alla donna che lascio a custodia della casa , e si-cure e preste le avrò e correggerò per ciò che mi occor-resse di mutare ne’ versi, giacché, contra la mia prima in-tenzione, siete risoluto di pubblicarli tutti, quelli cioè clicsi possono sottrarre al rigore della Censura.
Salutate Fusi, e state sano.
ALLO STESSO
Caraverio, in Brianza, 1820.
Oltre le correzioni delle prove, vi mando trascritto il miofamoso Sonetto codato, di cui girano per tutta Italia rni-gliaja di copie a mano, e tutte storpiate, nè mai fu datoalle stampe. Dubito che la Censura noi passi. Tuttavia iltentarne la permissione non può far male. Fate considerareall’ ottimo Revisore che non si nomina nessuna persona ,c che quelle che fur prese di mira sono tutte sotterra. In