LETTERE
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somma ella è una satira, acerba in vero e pel luogo e peltempo in cui fu scritta, ma divenuta adesso dopo tantianni innocua, e nulla più di quel che siano quelle delMenzini , del Rosa c di tanti altri.
Vi l’ipeto che amerei di veder comprese nella vostra edi-zione tutte otre le Cantate per S. M. l’Imperatore. Se del-l'Irivito a Pallade non avete alcun esemplare, l’ho io di ma-gnifica edizione della Stamperia 1. e R., e ve la darò, apatto che non se ne faccia sciupo nel comporla, perchè èdestinata per la Biblioteca pubblica di Ferrara . E nel da-vanti, dopo il titolo, desidero che sia messo il nome deitre valenti maestri che le posero in musica, Federici, Weigle Mayr.
I soliti saluti a Fusi, ed amate, etc.
AD OTTAVIO CAGNOLI
Amico carissimo. — Ritornato con tutta la famigliadalla Brianza a Milano , ho trovato qui ferma in posta lavostra lettera unitamente a quella del conte Persico padre,che mi partecipa le concluse nozze del figlio.
Da molto tempo la sventura è entrata in mia casa, e ildolore mi ha consumate ornai tutte le forze dell’ intellettoe morta la fantasia. Nulladimeno è tanta l’amicizia che milega al conte Persico figlio, tanta la gratitudine che gliprofesso, che facendo tacere per poco le molte e gravi mieafflizioni, ho gettato sulla carta i versi che vi spedisco(*). Evoi abbiateli, non come cosa degna del pubblico veronese ,ma come prova del mio buon volere e dello stato infelice
(*) Ode stampata nel voi. I di cjueste Opere col titolo : Per nozzeillusili veronesi, a carte 170, la quale incomincia: Se generoso sdegno, etc.
( V Editore )