I.KTTERK
3gi
AL CONTE TORRICELLI
Non prima di ieri mi è giunta la dolorosa, ma pur ca-rissima vostra in data degli 8 di luglio. E ciò basti ad as-solvermi d’ogni nota di malcreato e d’ingrato, di cui na-turalmente deve avermi gravato presso di voi il mio silen-zio: se pure un tanto ritardo non è derivato tutto dallagrave malattia da voi sofferta, secondo la notizia che mene dà il cartellino aggiunto alla lettera. Comunque sia, de-sidero che intendiate essermi riuscita dolcissima questa te-nera dimostrazione della vostra amicizia verso di me, epiù la solenne prova del vostro dolore nella perdita chetutti abbiam fatto del nostro Giulio. La pietosa narrazionedegli ultimi momenti di quell’uomo divino mi ha tuttocommosso, e n’ho pianto, nè le mie lagrime avranno fineche colla vita. Di quelle della sventurata sua vedova nonparlo. Ella non fa che gemere, e sono vane tutte le curedi consolarla. Di che segue che io mi trovo doppiamenteangosciato, nè veggo ai tristi miei giorni altro termine cheil sepolcro. Finché giunga l’ora di scendervi, mi sarà caroil sapere che voi mi amate. Sia caro a voi egualmente l’u-dire che tutto il mio cuore vi corrisponde, e che sono sin-ceramente il vostro, etc.
AI.LO STESSO
La vostra lettera, mio caro conte, mi è giunta più tardiche non doveva, ma tanto più grata per la preziosa no-tizia che mi arreca, e che tutto mi ha consolato. Bene-detto sia il giorno che feci l’acquisto della vostra amicizia!e benedetto siate voi mille volte che avete dato fine alla