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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTERE

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in che per tante cagioni si trova 1 anima mia. Ciò fatasapere agli amici, onde la povertà de’miei versi ottengapietà e perdono. E mi rendo sicuro che da Persico l’otter-ranno : tanto è gentile!

Piacciavi di recarvi in persona all'ottima nostra Clarina,e di salutarla carissimamente e di dirle che se tace lapenna, parla il core, in cui porto scritte tutte le sue corte-sie } e abbracciate il figlio per me, e raccomandatemi allabenevolenza della sua cara sorella. Sono disgraziato , mariconoscente 5 e in mezzo alle amarezze della mia vita ilpensiero, per consolarsi, corre volontieri alle persone cheamo e da cui spero d’essere amato, se non per altro, al-meno per le mie sventure.

Salutatemi il novello suddito d’ Imeneo , ed amate il vo-stro povero, etc.

ALLO STESSO

( a ) Caro amico. — Ecco al piacer vostro mutate le dueultime strofe dell’ Ode. Spero che adesso il critico se nedirà contento. Salutate gli amici, ed amale il vostro, etc.

Ahi vana speme ! ahi vanoDe’sacri canni amore!

Poveri carmi in manoD’un asino censore,

Che non dell’arte delfica,

Ma sol dovria de’ragli giudicar 1

Chi Ila di sciorrc ardito,

Giudice Mida, il canto?

Cessa il cortese invito,

0 mio Cagnoli ; c il vanto

De’lunghi orecchi indocili

Cou fronte china impara a rispettar.

(*) E chiaro che questa lettera, mancante di data, fu scritta in seguiloalla precedente, essendo stato richiesto il Monti di mutare le due ulti-me strofe dell’Ode per le nozze di Persico, attesa qualche espressioneche non piaceva ad un censore. (// Editore.)