LETTERE
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in che per tante cagioni si trova 1 anima mia. Ciò fatasapere agli amici, onde la povertà de’miei versi ottengapietà e perdono. E mi rendo sicuro che da Persico l’otter-ranno : tanto è gentile!
Piacciavi di recarvi in persona all'ottima nostra Clarina,e di salutarla carissimamente e di dirle che se tace lapenna, parla il core, in cui porto scritte tutte le sue corte-sie } e abbracciate il figlio per me, e raccomandatemi allabenevolenza della sua cara sorella. Sono disgraziato , mariconoscente 5 e in mezzo alle amarezze della mia vita ilpensiero, per consolarsi, corre volontieri alle persone cheamo e da cui spero d’essere amato, se non per altro, al-meno per le mie sventure.
Salutatemi il novello suddito d’ Imeneo , ed amate il vo-stro povero, etc.
ALLO STESSO
( a ) Caro amico. — Ecco al piacer vostro mutate le dueultime strofe dell’ Ode. Spero che adesso il critico se nedirà contento. Salutate gli amici, ed amale il vostro, etc.
Ahi vana speme ! ahi vanoDe’sacri canni amore!
Poveri carmi in manoD’un asino censore,
Che non dell’arte delfica,
Ma sol dovria de’ragli giudicar 1
Chi Ila di sciorrc ardito,
Giudice Mida, il canto?
Cessa il cortese invito,
0 mio Cagnoli ; c il vanto
De’lunghi orecchi indocili
Cou fronte china impara a rispettar.