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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTERE

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A FILIPPO AGRICOLA

A ROMA .

Milano , 1G dicembre 1822.

Non mi stimo abbastanza idoneo ad aiutare co’miei sug-gerimenti P opera d’ un grande pittore quale voi siete. Mapoiché mi chiedete consiglio intorno alla tavola che deerappresentare l’Ariosto con Alessandra, ecco il pensieroch’io ve ne porgo per obbedirvi.

Alessandra era vedova Strozzi, e le sue seconde nozzecoll’Ariosto furono occulte. Rappresenterei dunque primie-ramente la donna, quale lo stesso poeta ce la descrive, inabito di lutto, e tuttavia dolente del perduto marito. (Vcg-gasi il Furioso, C. 4st. 9 ^, 94 , 95.) Indi le porrei afronte il poeta che in atto rispettoso ed onesto le palesail suo amore, mentre dietro alla donna un astuto amorino,maliziosamente guardandola, getta un velo sul busto del-l’estinto marito. L’atteggiamento d’Alessandra sia di donnache, sollecitata dall’amante, ondeggia tra il sì e il no.Quello dell’Ariosto sia d’uomo che prega, ma nobilmente^e la sua effigie non si diparta da quella che l’Ariosto stessovolle dipinta dal Dossi nell’a fresco di S. Benedetto in Fer-rara , effigie tratta dal vero, e ultimamente bene incisa (cre-do dal Longhi), „e premessa all’edizione del professor Mo-rali in Milano . L’ amorino è parte accessoria, ma sarà quellache darà spirito e sentimento alle principali: onde bisognache il pittore la tratti con vivacità, sveltezza e leggiadria.

Costanza vi saluta, e vuole che sia di sua mano la finedella presente. Non mi resta dunque da dirvi, se non chesono con pienezza di stima e d’affetto, etc.