LETTERE
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Non è molto il profitto che ho tratto dall 1 aria dellaBrianza, ma posso chiamarmi contento, e se mi fosse datoil godere della presenza e dei conforti del mio Papadopoli,vorrei sperare di riavermi, se non del tutto, almeno quantobasta per rendermi cara la vita. Addio , anima dirnidiummece.
mia buona Teresa ti saluta carissimamente, ed io sonoil tuo, etc.
ALLO STESSO *
Sopracarissimo amico. — Dove avevi tu il tuo buonsenno quando, scrivendo alla marchesa Trivulzi-, ti davi acredere ch’io fossi in collera teco? Io non risposi all’ul-tima tua lettera perchè la mia paralisi non me lo permise,come neppur oggi me lo permette , avendo perduto quasidel tutto l 1 uso della penna. Invece adunque di darmicolpa del mio silenzio, compiangimi, se senti vera amiciziapel tuo povero Monti, la cui misera vita corre a granpassi al suo termine, e tra poco vi sarà giunta senza cheio m’ abbia la consolazione di abbracciarti. Ti abbraccionulladimeno col desiderio , e sono e voglio essere fino al-1’ultimo respiro il tuo affezionatissimo, etc.