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(i)Mio dilettissimo. — Privo da molto tempo delle carelue lettere, e prossimo all’ultimo mio fine, vengo con questepoche righe a prender congedo per 1’ altro mondo, e noncredere che m’inganni. Ho già nel cuore la morte, e sin-ceramente sono stanco di vivere. Nè mi duole di cessareuna vita amareggiata dai più crudeli disgusti che maipossano opprimere il tuo povero Monti. Dolcissimo amicomio, non vorrai tu darmi la consolazione di teneramenteabbracciarti prima di chiudere questi miei poveri occhinell’eterna notte? Deh! vieni, deh! vola a ricevere l’ultimomio respiro ; c fa eh’ io mi lodi della tua pietà dinanzi aDio , a cui spero di salire sull’ali del suo perdono.
Scrivo dal paradiso della Brianza ove sono passato daquello di Monza , e alla fine del corrente saremo di ritorno,se sarò vivo, etc.
ALLO STESSO *
Mio dilettissimo. — Il desiderio di rivederti è grandis-simo , ma se si oppone a quello di tuo padre, non fareche la brama dell’ amico vinca la paterna. Fra le tantebelle qualità della tua bell’ anima , piacemi che in te silodi anche la filiale obbedienza.
(1) Questa lettera, ch’é priva di data, dee essere scritta da Caraverio
in Brianza, nel 1S2G. (V Editore.)
(2) L’anno in cui fu scritta questa lettera, la quale n’é mancante, stimo
ehe sia ancora il 1826 verso il fine. (L‘Editore.)