LETTERE
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precisa ogni via di accostamento il sapere che qualcunode’ suoi preclarissimi abburattanti ebbe già parte alle tur-pissime villanie di Farinello Semoli, fuori di tutti i ter-mini dell’ onestà e della decenza. Or dunque sappiate cheveramente ardo del desiderio di rivedere Firenze primadi andar sotterra : al quale effetto ho risoluto nel prossi-mo giugno di recarmi ai fanghi di Abano in Padova , daiquali spero qualche rintegrazione di forze a potere intra-prendere il viaggio , e ne ho già scritto anche al genti-lissimo marchese Manfredini dimorante in quelle vicinanze.Una spontanea cortesia di questo signore mi ha aperto1’ adito alla sua corrispondenza. Così la visita che gli faròsarà visita di gratitudine e insieme d’interesse, perchè mirendo certo di ottenere dalla sua bontà qualche lettera diraccomandazione che sempre più mi conforti a venire aFirenze .
All’ egregio signor cavaliere Puccini risponderò con miograndissimo piacere, ma insieme con grande dispiacere dinon poterlo fare contento dei versi che voi ed esso desi-derate. Crediate, mio caro Jesi , che non sono più atto afar versi. Tanto è vero che a dar fine alla Feroniade nonmi mancando che una cinquantina di versi, non sono an-cora da tanto da poterli accozzare, e mi dà inoltre moltorincrescimento la troppa prevenzione che si è sparsa nelpubblico su questa mia poesia antiromantica, contro laquale i romantici hanno già incoccato gli strali: e questaè l’unica considerazione che mi fa sperarm buon esitopresso coloro che ancora credono doversi rispettare la scuoladi Omero e Virgilio.
Nè la Tragedia del mio Niccolini, nè il Pindaro del si-gnor Lucchesini, preziosissimi doni, mi sono ancor perve-nuti, ed io gli aspetto con grande ansietà. Gradirei ancoraun esemplare dell’ edizione che mi dite essersi fatta dellemie Tragedie con quelle dell’Alfieri.
State sano, ed amate il vostro, etc.