LETTERE
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altamente la troppa prevenzione ehe se n’ è sparsa nelpubblico, e Dio volesse che ne corresse aspettazione con-traria : e così dovrebbe essere , considerando che questomio breve poema è tutto antiromantico.
Mia moglie e la figlia vi risalutano caramente, cosìpure Aureggi, e tutti gli amici, fra’quali il più affezionatoè il vostro, etc.
PS. Se andate a Firenze (*), ricordatevi di abbracciareper me tanto e poi tanto il nostro Valeriani. La mia tor-tuosa scrittura vi farà fede che non ho per anco ben ricu-perato l’uso della penna. Ricordatevi ancora di fare espres-samente per me una visita al fiore de’ cavalieri toscaniGino Capponi , il quale mi ha fatto un grazioso invito insua casa, eccitandomi a far prova del beato clima di Fi-renze per rifare la mia salute.
ALLO STESSO
Iti mezzo ai guai, che circondano la mia trista esistenza,avete trovato il segreto di consolarmi, annunziandomi ilben disposto animo dei Fiorentini a farmi lieta acco-glienza nel caso che la misera condizione della mia vitami permetta di venire ad abbracciare i miei dilettissimiamici Capponi, Niccolini, Giordani e Valeriani , poichél’infermità che mi ha morto la metà del corpo , non miha morto perciò il cuore, e questo nón mi vive che pe’dolcisentimenti della amicizia} e se vengo, siccome vivamentedesidero, ne darò prova sicura anche al Frullone, col qualeprotesto di non avere alcuna ruggine, tuttoché mi avesse
(’) Il sig. Samuele Jesi doveva trovarsi a Lucca quando il Monti gliscrisse questa lettera. Atnarilli, cioè la Bandcttini, ed il marchese CesareLticchesini, di cui è fatta menzione, dimoravano in quella città.
( V Editore.)