LETTERE
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Pregiatissimo mio signore ed amico. — Cotesto signorconte Mario Valdrighi mi avea già mandata la Canticadella signora Reggianini. Non potei esporne al medesimoil mio parere, perchè nel misero stato, in cui mi trovo,poca è la facoltà di leggere, e nulla affatto quella di scri-vere. Nulladimeno, acciocché vediate quanto mi sia giuntacarissima la vostra lettera, voglio sforzarmi di rispondervi.E poiché vi piace ch’io vi apra sincero il mio giudizio suquella Cantica, sinceramente vi dico ch’io vi scorgo moltabellezza dal lato particolarmente dello stile, nel qualescintillano tratto tratto certe locuzioni tutte sue, ma fog-giate su quelle di Dante . Insomma io vi scorgo i semi del-l’ottima poesia, e solo 1’ esorterei a tenersi lontana dallecose ascetiche. Il Varano, per essersi nelle sue Visioniabbandonato troppo alla teologia, ne ha raccolto più bia-simo che lode. Del resto la vostra Reggianini promettemolto, e molto manterrà. Fategliene le mie congratulazioni;e voi compatite alla cattiva scrittura con cui vi esprimoil mio sentimento e i miei ringraziamenti per 1’ affettuosointeresse che prendete alla mia salute, la quale è ancoraben lontana dall’essere ristabilita^ poiché 1’ uso del mancobraccio e della gamba è ancora paralizzato, e temo dinon poterlo più ricuperare. Continuatemi la vostra bene-volenza, etc.