4t>8 DEDICATORIE
legio <ii essere grande nelle medesime sin da fanciullo^ clicgiova a lui tutto questo, se voi nascondete il candelabrosotto del moggio, e non vi curate di essere illuminato peraltri che per voi? Perdonate, Monsignore, la libertà concui parlo. Io ho la fortuna d’ essere nel numero ristrettodi quei pochi amici che godouo dell’amabile vostra com-pagnia. Ho avuto perciò il campo di conoscere quanto ma-raviglioso voi siate e per talenti e per dottrina. Dunquefate che tutto il mondo conosca l’istesso, e risparmiate aqualcuno il rossore di defraudarvi talvolta di tutta la lodeche vi è dovuta. >
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AL CAV. CLEMENTINA) VÀNNETTI
Voi mi chiedete dei versi, signor cavaliere ornatissimi»e pregiatissimo, e, quel eh’ è peggio, dei versi amorosi. Ladimanda è insolita, e mi sorprenderebbe , se non mi sog-giugneste che siete innamorato. Lode al cielo, che final-mente la signora Bettina ha saputo farvi dimenticare ilvostro platonicismo coll’ inspirarvi pensieri meno gravi , ecoll’ insegnarvi che al mondo si dan dei piaceri più dolci epiù delicati di quelli che somministra la fredda compa-gnia de’morti. Ora non resteranno più così polverosi sullevostre scansie Properzio e Tibullo , poiché questi verrannoad occupare sul vostro erudito tavolino il posto di Cice-rone e di Quintiliano . Voi siete nell’ età delle giocondepassioni, nell’età in cui non sembrano poi tanto inescusabilile debolezze della galanteria. Un giovane provveduto comevoi di tutti i comodi della fortuna, vivace di talento edi spirito, ed elegante di aspetto (benché questa è unamia congettura, poiché sapete che non v’ ho mai veduto ;