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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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DEDICATORIE

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sendo la prima rimasta in fasce coìVEnriade, e spenta laseconda nel gran Rousseau . Si presta al contrario confacilità a soggetti graziosi, e adornasi volentieri di senti-menti delicati e di pensieri ingegnosi. Quindi è che iFrancesi hanno un gran numero di Anacreontiche superioriforse in bellezza a tutte quelle degli antichi e dei mo-derni , toltane per altro la Libertà a Nice dell’ immortalMetastasio. L’inimitabile La Fontaine. in qualche sua poesiaerotica, egualmente che nelle favole, dipinge sempre la na-tura senza pensare che fa delle rime. L’ appassionata LaSuze, e la tenera Deshoidières , 1’una e l’altra più belle diSaffo , avrebbero coi loro versi inspirata della gelosia aquesta molle amatrice delle fanciulle di Lesbo , e Faonenon sarebbe stato sì ritroso con esse ed insensibile. Lepoesie di Chaulieu respirano l’amore e il piacere, sono ri-piene di graziette semplici e naturali, e seco portano dap-pertutto una certa felice negligenza che ne forma l’incanto.La Motte, che ebbe la sorte d’Icaro allorché tentò di se-guire il volo sublime di Pindaro , cammina non moltolungi dal fianco di Anacreonte quando canta di amore. Lesue canzonette sono del pari ingegnose che delicate. Ilbrillante Moncrif e il gentile Bernard, nuovo, ma più for-tunato precettore dell’arte di amare, non sono meno favo-riti dalle Muse e dalle Grazie. Teneri senza esser lan-guidi, ingegnosi e naturali, sempre cercano di piacere, esempre vi riescono. I loro versi formano la delizia dei cuorisensibili e degli uomini di gusto. Perchè non mi è eglipermesso qui nominare un illustre autore egualmente ce-lebre alla Corte dei re, che a quella d’Apollo e delle Gra-zie, il quale merita esso solo gli elogi di tutti questi, per-chè di tutti ne riunisce lo spirito, la delicatezza, il senti-mento ? (*) Io ne rispetto umilmente il divieto ma stareiquasi per dir male contro la virtù della modestia che di-venta qualche volta difetto negli uomini grandi, cosa che

(*) Qui certamente é accennato il Card, de Bernis, ministro s que’tempi della Corte di Francia in Roma . (/,’ Editare.)