Parte II. Capo XVII. ai3Ili Napoli , al palagio della Cortesia (i), e, sottopostisi alla pro-va della barca incantata , si dimostrano degni d’ essere annove-rati tra i cavalieri leali e cortesi ( 2 ). Veggono poscia sul lidodel mare una schiera numerosa fare in un vasto e superbo pa-diglione un sacrifizio , secondo lo stile de’popoli asiatici, in-nanzi ad una statua rappresentante una vaga e giovine donna .Rinaldo conosce tosto in quella leggiadra immagine la dilettasua Clarice; capo di quella schiera è Francardo re d’ Armenia ,il quale adora in quel luogo , come divina cosa , l’idolo di co-lei, che domandò per moglie. Vedendo i due cavalieri fer-marsi innanzi alla tenda , vuol che discendano ad adorare conlui quell’ immagine , e confessino eli’ egli solo fra’mortali me-rita di amare e di possedere cosa sì degna . Rinaldo poco di-sposto a fare una tal conlessione, lo è meno ancora , (piandosente il nome di quel re insolente . Una disfida è la sua rispo-sta . Francardo è morto da Fiorindo: Chiarello, altro re Sara-cino, che combatteva sempre accompagnato e difeso da un bo-ne , è morto da Rinaldo ; tutto il restante di quella schiera èvinto , riversato , ferito , disperso . Rinaldo svelle la statua , lapone sopra un cavallo, e va con essa , e con l’amico per molteparti dell’Asia errando (3). Ritrovano in un piano ameno e fio-rito un drappello di vaghe donne, accolte intorno ad una piùdi tutte leggiadra , la quale pare sia loro regina , e che teneanoonorata scorta di guerrieri. Costei li manda a pregare , che sivogliano provare co’ suoi campioni ; essi tengono I’ invito , dopoche hanno inteso lei essere la regina di Media , chiamata Flo-riana , e non stretta ancora al nodo maritale. 1 guerrieri Medicorrono la medesima sorte di tutti gli altri , e non possono stu-
fi) Can. VII.
( 1 ) Intendono prima che cosa sin quel palazzo ,da chi sia statofabbricato , e veggono in una serie di ritratti profetici , eroi ederoine che avranno un giorno al piti alto grado il dono di cortesia .E’ questo il luogo , in cui il giovane poeta arse il primo grano diincenso alla casa d Este , al duca Alfonso 11 , a Eucrezia sua sorel-la ec. ( Cant. Vili , st. 7 , a 1 |. )
(3) ìbidem .