l6 STORIA DELI.A I.ETTERAtURA ITALIANA
l’Oi'feo di Angelo Poliziano . ,Si è detto nella vita di quest’uomocelebre , che lo uvea composto di diciotto anni , nello spazio ditlue giorni, fra il tumulto tì le distrazioni delle feste (i). Tuttoconcorre dunque a rendere prezioso un si elegante componi-mento. Questi primi dogliosi accenti della moderna Melpome-ne , die furono lo scherzo di un giovane, non recherebberocerto verun diletto sui nostri teatri, ma si leggono pure tutta-via con piacere.
Poco stante, all’esempio di Roma e di licenze , i duchidi Ferrara diedero feste drammatiche , la cui splendidezza avan-zò quanto erasi lino allora veduto. Ercole I , che pareggiava inmagnificenza i sovrani più polenti , fece rappresentare su di ungran teatro, innalzato nella corte del suo palazzo ( 2 ), i Menectnìdi Plauto volgarizzali, ed aveva egli stesso lavorato intorno a(im I volgarizzamento (3'. L’ anno dopo , fece dare il Cefalo,.....aa pastorale in cinque atti, scritto in ottava rima da Nic-colo di Correggio , principe non meno nelle lettere, che nelmestiere deH’armi illustre ; in appresso \' Anfitrione di Plauto tradotto in terza rima da Pandolfo Collenuceio da Pesaro (4).Si tu pel medesimo teatro che questo poeta scrisse la sua tra-gcù;. di Giuseppe (5) , e che altri letterati di grido furono ado-perati a tradurre altre commedie di Plauto e di Terenzio , eche . utonio da Pistoja compose due tragedie, 1’ una intitolataFilostrato e Pamfila, l’altra Demetrio , re di Tehe, atnenduein terza rima , con istrofe cantate nel fine di ciascun atto, pertener luogo degli antichi cori (6) , che alla per fine il conte Bo-iardo , autore dell’ Orlando innamorato , dettò in terza rima